SEMINARI
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IL RITRATTO FOTOGRAFICO: accade che io, tu e la macchina

Workshop di fotografia con Andrea Rosset

dom 9 aprile + gio 13 o gio 27 aprile '17

Il laboratorio vuole valorizzare gli aspetti relazionali e processuali della pratica del ritratto fotografico.

Se ogni scatto fotografico è accadimento, unico e irripetibile, allora sarà importante esaltare la coscienza della presenza, del fotografo, della persona fotografata, della macchina fotografica. Si tratta di evidenziare il vissuto nello scambio tra chi guarda e chi è guardato, dove e quando entrambi guardano la macchina, nello spazio di un attimo e indefinitamente nel tempo. La quarta presenza, lo sguardo. Il lavoro dello sguardo - la distanza tra le due persone coinvolte, che diventa un ponte che passa sopra ed attraverso la macchina - sarà così il cuore del workshop; sguardo non solo “ottico”, ma intriso profondamente di desiderio, di mistero mio e dell’altro, di inconscio tecnologico: è, forse, l’irrompere del reale.

IL WORKSHOP
Il workshop si svolgerà nel corso di 2 incontri.
Il primo incontro, della durata di un'intera giornata, vedrà la presenza di tutti i partecipanti.
Il secondo incontro si terrà in due diverse date, in orario serale: i partecipanti sceglieranno a quale delle due serate intervenire.

Attraverso una serie di esercitazioni pratiche, si affronteranno diverse modalità di “presenza” nella sessione fotografica. I set saranno tecnicamente semplificati, per potersi concentrare nella relazione con il soggetto, nella compresenza di entrambi con una macchina in mezzo, come mezzo. Il silenzio, la durata protratta, il tipo di sguardo, la concentrazione sul proprio “stare”, la percezione dell’altro, sono gli elementi che saranno messi in gioco, uniti all’apertura verso il non pre-visto e l’inatteso. Si lavorerà inoltre per la messa in crisi dei rapporti di forza usuali tra fotografo e fotografato, tra soggetto e oggetto dello sguardo, destabilizzando e riconfigurando la loro relazione.

Per questo, nel primo giorno di workshop i partecipanti si alterneranno nel ruolo di fotografi e fotografati. L’alternanza non sarà rigida e predefinita, ma potrà seguire il grado di disponibilità di ognuno. Nel secondo incontro si chiede ai partecipanti di portare con sé una persona che desiderano ritrarre e disponibile ad essere ritratta. In questa ultima fase, attraverso la tecnica del light-painting, la pratica acquisita nel percorso permetterà a tutti di concludere il workshop con un’esperienza di lavoro estremamente personale e coinvolgente, ma lucida.

orari del workshop:
domenica 9 aprile: ore 10.30/17.30
giovedì 13 oppure giovedì 27 aprile - ore 18.30/21.00

quota di partecipazione: 90 €
+ tessera associativa ARTEMIS 10€

Non è necessaria una particolare esperienza di tecnica fotografica. E’ possibile partecipare al workshop con una propria fotocamera reflex; sarà comunque a disposizione una fotocamera dello studio.

→ per informazioni e iscrizioni (entro il 31 marzo, con versamento di caparra di 45€): tel. 347 4896794 - info@spaziovoll.it
→ attenzione, posti limitati!

→ presso VOLL - via Luca Della Robbia 19 - Vicenza (zona S.Pio X)
  Andrea Rosset
Andrea Rosset è fotografo professionista dal 1997.
Ha studiato pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove ha cominciato a introdurre la fotografia e il video nei suoi lavori.
Per molti anni ha lavorato con il Circolo del Cinema Fahrenheit 451° di Montecchio Maggiore (VI), poi con il centro culturale Passoridotto di Vicenza e infine con il collettivo Solaris, realizzando installazioni multimediali, cortometraggi sperimentali e curando rassegne di cinema d’essai.
Dal 2010 fa parte del collettivo Jennifer rosa, al quale partecipa come autore di progetti video, fotografici e performativi.
Come fotografo proveniente dalle arti visive, interessato principalmente a una ricerca sul corpo, il volto umano, l’identità, la rappresentazione della presenza, privilegia uno stile diretto, antinarrativo, non sentimentale e fortemente processuale; il suo lavoro, svolto prevalentemente in studio, si pone così in un confine: tra una modalità operativa lucida, non impulsiva, e l’irriducibilità della memoria, la densità del tempo, la profondità del vissuto.