SEMINARI
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Gilles Deleuze. Percetti, affetti, concetti

cinque lezioni di Alfonso Cariolato

da mercoledì 28 marzo 2018
h 20.00 - 21.30

L’immagine di pensiero deleuziana è la grande piega del pensiero contemporaneo. Una filosofia complessa, aperta, che si snoda in livelli diversi sorprendentemente intersecantisi.

Uno stile di scrittura sempre attento alla cosa, brillante, mai scontato. L’immanenza, una vita… questo titolo ultimo riconsidera e rimette in gioco ancora una volta un’opera variegata, multiforme, dalle mille sfaccettature.
La passione del concetto e l’arte considerata non come una forma di comunicazione – nessuna informazione è contenuta nell’opera d’arte –, ma affine a un atto di resistenza. Gioia nomade del pensiero.
A.C.

Il concetto di «bello» in arte è stato a lungo pensato come momento di conciliazione delle contraddizioni, armonia e pacificazione condivisa.
Tuttavia a partire dalla seconda metà del Novecento nelle riserve dell'arte e della cultura comincia a serpeggiare una nuova sensibilità fortemente conflittuale. Emerge il pensiero della differenza: una parola apparentemente innocua che sta in realtà ad indicare l'incrinarsi dell'unarietà del discorso e il conseguente irrompere sulla scena dell'arte e della cultura di discorsi differenti, inconciliabili, radicalmente altri.

Dissidi interni ed esterni all'essere umano acquistano diritto di parola. Estasi mistica, psicopatologia, pensiero «selvaggio», caos, bruttezza, dissociazione, abiezione, dichiarano il loro diritto a concorrere alla formazione di «un'affettività che in Kant oscillava tra il sentimento del bello e quello del sublime, e in Hegel tra il pathos dello spirito e la creazione dell'ideale artistico». Emerge «una differenza, intesa come non-identità, come una dissomiglianza più grande del concetto logico di diversità e di quello dialettico di distinzione» (Mario Perniola - L'estetica contemporanea, 2011).

Noi, abitatori del terzo millennio, siamo gli eredi di tutto questo, e non è affatto chiaro in quali acque stiamo navigando. Tuttavia la Francia del secondo Novecento ci ha fatto dono di un agguerrito drappello di pensatori dell'irriducibile differenza, veri e propri squatter del pensiero, irrinunciabili per poter capire qualcosa dei fenomeni artistici, e non solo artistici, della nostra contemporaneità. Deleuze, Lyotard, Derrida, Nancy... Con Alfonso Cariolato ci mettiamo sulle loro tracce.
F.Z.

immagine: Gilles Deleuze – Felix Guattari, Mille Plateaux, Les Éditions de Minuit, Paris, 1980


date degli incontri:
mercoledì 28 marzo
mercoledì 4 – 11 – 18 – aprile
lunedì 23 aprile

ore 20.00 - 21.30


quota di partecipazione: 70,00 €
+ tessera associativa ARTEMIS 10€

→ per informazioni e iscrizioni tel. 346 4174252 - info@spaziovoll.it
→ presso VOLL - via Luca Della Robbia 19 - Vicenza (zona S.Pio X)
  Alfonso Cariolato
Alfonso Cariolato ha conseguito il dottorato in filosofia presso l'Université Marc Bloch di Strasburgo e l'Università degli Studi di Padova. Tra i vari testi da lui tradotti e/o curati figurano opere di Jacques Derrida, Alexandre Kojève, Jean-Luc Nancy e Philippe Lacoue-Labarthe. Ha inoltre curato con E. Fongaro l'edizione critica di: Carlo Michelstaedter, Parmenide ed Eraclito-Empedocle (Milano 2003). Ha pubblicato, oltre a numerosi saggi sia in testi collettanei sia in diverse riviste nazionali e internazionali, i seguenti volumi: Il luogo del finito (Padova 2003), I sensi del pensiero (Milano 2004), L'existence nue. Essai sur Kant (Chatou 2009); Dare una voce. La filosofia e il brusio del mondo (Ferrara 2009); «Le geste de dieu». Sur un lieu de l'Éthique de Spinoza, Marginalia di Jean-Luc Nancy (Chatou 2011; trad. giapp.,Tokyo 2013).